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Le trades messe in piedi il primo giorno da Rick Spielman avevano svuotato il round two dei Vikings, che nei giri del secondo giorno si sono ritrovati tra le mani il solo pick numero 66, terza scelta della terza tornata, in un punto del Draft dove i giocatori da impatto immediato cominciano a scarseggiare ma rimane piuttosto vivo il talento, con ragazzi che una volta sgrezzati ed istruiti possono ancora crescere tantissimo, o che magari sono rimasti a bagno maria causa provenienza da College meno considerati.

In entrambe le tipologie di player rientra Josh Robinson, cornerback da Central Florida, la stessa università dell’ex Viking-QB Daunte Culpepper, che alla franchigia di Minneapolis serviva come il pane per tamponare una situazione sulle sideline che negl’ultimi anni ha creato più di un problema e che continua, nonostante gli innesti, a non trovare i giusti interpreti per rilanciare una difesa che sulle corse rimane una delle top della NFL ma sui passaggi viene perforata in continuazione.

Veloce, soprattutto quando deve recuperare sul diretto avversario, eccelle sia nella copertura a uomo che in quella a zona, dove sfrutta le sue ottime qualità di palymaker per trovarsi puntuale nel luogo di sviluppo dell’azione; ideale, almeno al primo impatto, per la Cover 2 giocata dalla difesa dei Vikings, l’ex Golden Knights deve però migliorare sotto il profilo tecnico, soprattutto nei placcaggi, e sotto quello dell’istinto, dove a volte tende a sbagliare intervento per la troppa foga nel seguire l’intuito piuttosto che la ragione, ovvero puntare più sulla palla che sull’uomo.

Ottimo atleta, dotato di un cambio di direzione rapido che gli permette di non perdere mai il contatto dal suo ricevitore, ha un buon fisico, 5’10” per 199 libbre, che dovrebbe permettergli di incidere anche sulle corse, anche se questo è un altro aspetto dove deve ancora migliorare; per questo però, avrà a disposizione un maestro personale, quell’Antoine Winfield che nonostante gli anni rimane uno dei punti fermi della difesa di Minnesota e che proprio con i suoi tackles da un supporto incalcolabile proprio contro il running game avversario.

Talento da seguire con estrema attenzione, potrebbe davvero essere il giocatore del rilancio per i Vikes, che sembra stiano lavorando con un occhio al talento ed uno alle loro reali necessità; necessità che dopo aver draftato un OT, una S, e un CB, rimangono vive per quanto riguarda i ruoli di wide receiver, defensive tackle, linebacker e offensive guard, anche se non è detto che Spielman e il coach Leslie Frazier si facciano attirare da qualche best player rimasto in posizioni dove, almeno all’apparenza, non sembrano aver urgente bisogno di innesti.

In tal senso non andrebbe scartato al terzo pick del quarto giro Bobby Massie, offensive tackle da Ole Miss che veniva ampiamente pronosticato al secondo giro e che invece è rimasto ancora libero dopo tutto il terzo, e che pare avere le carte in regola per fare da subito bene sul lato destro tra i professionisti; un’occasione che i Vikings potrebbero cogliere al volo anche per mettere maggiore pressione a Phil Loadholt, involuto nell’ultima stagione dopo una sophomore season davvero convincente.

Con Massie inutile dire che Minnesota rinforzerebbe enormemente la linea, con magari la possibilità di spostare il già citato Loadholt, o lo stesso ex Rebels, nella posizione di Guardia per dare maggior protezione a Ponder e concedere allo stesso tempo più spazio d’azione a Peterson. Se non sarà un tackle, comunque, qualcosa sulla OL dovrà pur arrivare, e per questo occorre prestare molta attenzione ai nomi di James Brown, OG da Troy che durante la carriera universitaria ha giocato anche come LT, Brandon Washington, Guard da Miami che con la maglia degli Hurricanes ha dimostrato di essere un ottimo pass-blocker, e Zebrie Sanders, ex compagno del numero 7 dei Vikes a Florida State che si è messo in bella mostra durante il Pro Bowl nel ruolo di Tackle.

Uno di loro al quarto giro, dove Minnesota avrà 3 scelte, potrebbe arrivare, anche perchè, dopo le scelte effettuate dalle altre squadre, è probabile che il WR che tanto serve ai Vikings venga scelto ancora più in basso, e che vengano sfruttati i giri centrali, 4 e 5, per coprire altri need importanti, a partire da quello del defensive tackle, dove è rimasto in circolazione un certo Jared Crick, uno dei migliori talenti del college football prima dell’infortunio al pettorale che lo ha costretto alla sideline durante l’ultima stagione, per passare attravero a Terrell Manning, ottimo linebacker da North Carolina State che potrebbe inserirsi alla perfezione sul lato opposto a Greenway, e concludere con Antonio Allen, altra safety abilissima in coverage che negli ultimi tre anni ha ricoperto il ruolo di starter nei South Carolina Gamecocks.

Tra questi nomi potrebbero uscire alcune scelte di Minnesota, che passando oltre dovrà comunque guardarsi intorno per coprire quanti più needs possibili. Ecco, pertanto, qualche altro nome da tenere in considerazione.

WR: Chris Givens (Wake Forest); Nick Toon (Wisconsin); Marv Jones (California); Juron Criner (Arizona); Laron Byrd (Miami FL); Nelson Rosario (UCLA);

OT: Matt Reynolds (Brigham Young); Tom Compton (South Dakota); Marcus Zusevics (Iowa); Andrew Datko (Florida State);

OG: Josh LeRibeus (Southern Methodist); Antoine McClain (Clemson); Desmond Wynn (Rutgers); Johnnie Troutman (Penn State);

DT: Jaye Howard (Florida); Kheeston Randall (Texas); Dajohn Harris (Southern California); Nick Jean-Baptiste (Baylor);

ILB: James Michael-Johnson (Nevada); Emmanuel Acho (Texas); Ryan Baker (Lousiana State); Chris Marve (Vanderbilt); Chris Gallippo (Southern California);

OLB: Nigel Bradham (Florida State); Tank Carder (Texas Christian); Keenan Robinson (Texas); Danny Trevathan (Kentucky); Max Gruder (Pittsburgh);

CB: Brandon Boykin (Georgia); Jayron Hosley (Virginia Tech); Alfonzo Dennard (Nebraska); Chase Minnifield (Virginia); Ryan Steed (Furman);

S: Charles Mitchell (Mississippi State); Justin Bethel (Presbyterian); Robert Blanton (Notre Dame); Sean Richardson (Vanderbilt); Jenzen Jackson (McNeese State).

Era una delle scelte più ovvie di questo Draft, ma i Minnesota Vikings sono comunque riusciti a guadagnarci parecchio scendendo di una sola posizione ed accettando la trade messa in atto dai Cleveland Browns per arrivare alla terza scelta assoluta ed assicurarsi il talentuoso runningback di Alabama Trent Richardson, l’uomo nuovo su cui punta la franchigia dell’Ohio per rilanciarsi, e per il quale ha speso parecchio, cedendo la quarta assoluta e i picks al quarto, al quinto e al settimo giro.

Quattro scelte che torneranno sicuramente utili ai Purple&Gold per quella ricostruzione citata a più riprese durante la free agency dal GM Rick Spielman, che giustificava con queste parole l’immobilità della franchigia sul mercato, dichiarandosi più interessato al Draft in quanto la squadra aveva bisogno di un restilyng corposo piuttosto che di un paio di nomi costosi che avrebbero potuto alzarne la media ma certamente non avrebbero risolto i problemi.

Pertanto, ottenendo il massimo con il minimo sforzo, i Vikes si sono aggiudicati con pochi minuti di ritardo il “promesso” Matt Kalil, miglior Offensive Tackle della classe che durante i suoi quattro anni a Southern California ha dimostrato tutte le sue qualità sul lato cieco, dove si è rivelato un ottimo run-blocker che sa proteggere a dovere anche il proprio quarterback, nonostante i numeri dei Trojans dell’ultima stagione dicano il contrario.

A lui spetterà il compito di proteggere la prima scelta di Minnesota dell’anno passato Cristian Ponder, e rilanciare una linea che nell’ultima stagione ha sentito troppo la mancanza di Bryant McKinnie e che dalla prossima dovrà fare a meno anche di Steve Hutchinson, che ha abbandonato la truppa dopo sei anni nei quali ha fatto il bello e il cattivo tempo permettendo al fenomenale Adrian Peterson di seminare il panico nelle difese avversarie.

Grandissimo fisico, 6 piedi e 6 per 306 libbre, il figlio dell’ex star USFL Frank è un ottimo bloccatore che sa farsi rispettare tanto sulla linea quanto in campo aperto, dove grazie al suo atletismo e alla rapidità di movimento spesso riesce a dar manforte ai compagni; buon conoscitore del gioco, è dotato di un buon intuito nel leggere le difese avversarie e riallinearsi di conseguenza.

Abile a difendere anche contro i linebacker, se manterrà le promesse i Vikings hanno trovato il franchise player che andavano cercando e l’atleta su cui ricostruire in ottica futura, mettendo le mani su un giocatore che potrebbe incidire parecchio anche nel suo anno da rookie, proprio come rischia di fare il suo nuovo collega Harrison Smith, regalo che in Minnesota hanno deciso di farsi proprio sul finire del primo giro, quando hanno ceduto il terzo pick del secondo round, e quello del quarto, per ottenere la  ventinovesima scelta assoluta dei Baltimore Ravens.

Acquisita la scelta in mano alla franchigia del Maryland, i Vikes si sono assicurati la seconda miglior safety del Draft andando a coprire un altro need che destava qualche preoccupazione di troppo e che nelle ultime stagioni aveva penalizzato a più riprese i risultati della squadra, che dopo aver cercato di rilanciarsi puntando su seconde linee come Husain Abdullah, hanno deciso di puntare finalmente a giocatori di primo piano.

In tal senso va letta la scelta di questo vero e proprio playmaker difensivo proveniente da Notre Dame, che si trova a suo agio nel box e sa giocare molto bene in copertura, dove i Vikings sono mancati parecchio negl’ultimi anni; abile a difendere contro le corse, visto il suo passato da linebacker negli Irish, ruolo che ha ricoperto nel 2009, dovrebbe integrarsi molto bene con lo schema Cover 2 giocato da Minnesota, nel quale potrebbe sfruttare le sue qualità anche come blitzer.

Fisico, aggressivo, rapido nel leggere lo sviluppo dell’azione, non ha mai messo a segno tanti intercetti ma ha dimostrato di saper nascondere con buona facilità la palla ai ricevitori che di volta in volta si trovano ad agire nella sua zona, proprio per questo viene ritenuto più abile nella zone coverage rispetto alla man-to-man, dove ha dimostrato di patire la velocità dei receiver che si schierano solitamente nel ruolo di slot.

Ottimo colpitore, con Kalil si dividerà la responsabilità di far risorgere i Vikings, reduci da una pessima stagione e bisognosi di ricevere nuova linfa dagli innesti che giungeranno da questo Draft, che promette ulteriori sorprese grazie ai 10 picks ancora in possesso della franchigia di Minneapolis, che nei prossimi giorni si giocherà una fetta importantissima del proprio futuro.

E per i prossimi round occhi puntati su:

WR: Brian Quick (Appalachian State); Nick Toon (Wisconsin); Ryan Broyles (Oklahoma); Mohamed Sanu (Rutgers);

OG: Brandon Brooks (Miami OH); Adam Gettis (Iowa); Tony Bergstrom (Utah); Brandon Washington (Miami FL);

DT: Derek Wolfe (Cincinnati); Mike Martin (Michigan); Billy Winn (Boise State); Akiem Hicks (Salve Regina);

LB: James-Michael Johnson (Nevada); Audie Cole (S.C. State); Nigel Bradham (Florida State); Sean Spence (Miami FL);

CB: Casey Hayward (Vanderbilt); Josh Norman (Coastal Carolina); Brandon Boykin (Georgia); Alfonzo Dennard (Nebraska);

Ieri, dopo mesi e mesi di speculazioni, trattative, accordi che sembravano quasi fatti e poi sfumati, finalmente il nuovo stadio dei Minnesota Vikings ha trovato una collocazione e un accordo per quanto riguarda i fondi per costruirlo. Ieri pomeriggio, infatti, il governatore Dayton,  insieme al sindaco di Minneapolis Rybak, ai fratelli Wilf e a diversi altri soggetti interessati, ha dato l’annuncio di aver trovato un accordo per costruire un nuovo stadio nel sito dell’attuale Metrodome.

Lo stadio, la cui messa in opera dovrebbe richiedere all’incirca 3 anni, darà lavoro a più di 13000 persone durante la sua costruzione. Sarà di proprietà della contea, ospiterà i Vikings per i prossimi 30 anni, e sarà situato dove attualmente si trova il Metrodome, con l’aggiunta di una piazza sul lato Ovest dello stadio, usata appositamente per creare un’esperienza ancor più coinvolgente per i tifosi.

I costi per la costruzione, che saranno di circa 975 milioni di dollari, saranno supportati per il 44% dai Vikings e da privati, per il 15% dalla città di Minneapolis e per il 41% dallo Stato del Minnesota. Sarà costruito per ospitare eventi di tutti i tipi, concerti, final four di NCAA, partite della MLS, il Super Bowl e anche convention politiche. Avrà una capacità di 65mila posti, che potrà arrivare fino a 72mila in caso Minneapolis dovesse ospitare il Super Bowl.

Più del 90% dei soldi che saranno investiti nella costruzione dello stadi rientreranno all’interno dell’economia del Minnesota. Una volta ultimato, più di 3000 persone lavoreranno all’interno della nuova infrastruttura, a tempo pieno o part time.

Il tutto dovrebbe essere pronto per il 2016. Prima che l’accordo sia ufficiale e definitivo e possano partire i lavori c’è bisogno dell’approvazione dell’autorità legislativa e dell’appoggio del Consiglio comunale di Minneapolis. Lo stesso governatore Dayton ha esortato i due organi a dare il loro benestare il più velocemente possibile, cosicchè possano iniziare i lavori per quello che è gia stato rinominato “People’s Stadium”. Non è stato spiegato dove giocheranno i Vikings nei tre anni in cui l’attuale Metrodome non sarà disponibile. Vi terremo informati in caso di ulteriori aggiornamenti .

Sembra ormai certo che i Vikings abbiano scelto il loro nuovo Defensive Coordinator. Accantonata la fallimentare esperienza di Fred Pagac, che dovrebbe tornare a occuparsi dei linebackers, la franchigia di Minneapolis sembra aver puntato sull’ormai quasi ex coach dei defensive backs dei Colts Alan Williams, ex collega dell’HC Leslie Frazier proprio nello staff dei Colts.
Questo ovviamente permetterebbe a Frazier una certa continuità nell’uso degli schemi Tampa-2, che lui predilige. Nel caso tutto ciò si verificasse, il coach dei LB nel 2011, Mike Singletary, diventerebbe il nuovo assistente speciale di Frazier. Senza dimenticare che i Vikings sono ancora alla ricerca di un coach per la linea offensiva. Vi terremo comunque aggiornati nel caso di ulteriori notizie.

Nonostante la conferma, per ora, di Fred Pagnac, l’head coach dei Vikings Leslie Frazier e il GM Rick Spielaman stanno scandagliando il mercato degli allenatori per trovare un nuovo defensive coordinator visto l’esito dell’ultima stagione, che ha visto la squadra chiudere con un record 3-13 decisamente inaspettato dopo la crescita mostrata negli ultimi anni, e l’impatto avuto dal cambio di allenatore nel corso del 2010, quando venne allontanato Brad Childress, intervistato nei giorni scorsi per la posizione di HC a Tampa Bay.
Proprio l’ex Buccaneers Raheem Morris pare essere uno dei nomi più caldi sulla lista dei Purple & Gold, che l’hanno intervistato la scorsa settimana per capire se l’ex “più giovane head coach della NFL” fosse l’uomo adatto per rilanciare una difesa che ha bisogno, sempre più di trovare una quadratura definitiva nelle secondarie, da anni il punto debole del reparto arretrato.
Oltre a Morris al Winter Park hanno convocato un altro head coach fresco di licenziamento, Steve Spagnuolo, ex dei St. Louis Rams che si è trovato a spasso dopo un 2011 ricco di alti e bassi in cui non è riuscito a dare seguito alla crescita della franchigia del Missouri, rilanciata solo un anno prima con l’ingaggio di Sam Bradford, decisamente involuto nell’ultima stagione.
Considerato tra i maggiori responsabili del fallimento, l’italoamericano che si era costruito un nome guidando  la difesa dei New York Giants alla conquista del Super Bowl XLII, ha fatto visita a Minneapolis ad inizio settimana, a poche ore di distanza da quando Frazier e Spielman avevano chiaccherato con Mike Singletary, attuale linebackers coach ed ex capo allenatore dei San Francisco 49ers, che ha guidato fino al 2010.
Ai tre former HC potrebbe aggiungersi nelle prossime ore Mel Tucker, defensive coordinator dei Jacksonville Jaguars che sembrava indiziato a diventare il nuovo allenatore capo della franchigia della Florida per il dopo Del Rio, che ha sostituito nel ruolo di interim coach nella parte finale della stagione, prima che venisse nominato come suo successore l’ormai ex OC dei Falcons Mike Mularkey, presentato nella giornata di ieri, ad appena 48 ore dall’eliminazione di Atlanta dalla corsa verso il grande ballo.
I Vikings, prima di prendere una decisione definitiva su chi dovrebbe sostituire Pagnac, che comunque potrebbe rimanere nello staff ricoprendo il ruolo di allenatore di linea difensiva lasciato vacante da Karl Dunbar, licenziato appena terminata la stagione, sembrano seriamente intenzionati a sentire anche lui, e per farlo hanno chiesto ufficialmente di poterlo intervistare ai Jaguars, dai quali attendono di ricevere una risposta nelle prossime ore.

Chiusa in malo modo la stagione 2011 in Minnesota guardano già al futuro e pensano al prossimo Draft, da molti esperti segnalato come quello decisivo per far emergere definitivamente una franchigia che da decenni si porta ormai appresso la nomea di “splendida incompiuta”, aggettivo che i Vikings vorrebbero sempre più scrollarsi di dosso, a cominciare dal general manager Rick Spielman, attivo su più fronti in questi giorni, fondamentali per programmare il prossimo anno dei Purple & Gold.
Tra un impegno e l’altro il vulcanico dirigente dei Vikes è riuscito anche a rilasciare un’intervista a ESPN Radio nella giornata di ieri, in cui ha parlato ampiamente del prossimo Draft, chiarendo che a Minneapolis non si punta con decisione solo su un top receiver, in molti hanno individuato come quasi certa la scelta di Justin Blackmon con la terza assoluta, ma si guarda con attenzione anche ad un offensive lineman di altissimo livello, necessario, questo lo aggiungo io, dopo la perdita del left tackle Bryant McKinnie, passato ai Ravens nella scorsa offseason.
Spielman, parlando ai microfoni di ESPN ha dichiarato che le intenzioni dei Vikings sarebbero quelle di sfruttare le prime due scelte per coprire almeno due dei tre needs più importanti, ovvero quelli già citati di WR e OT, pare molto caldo anche il nome di Ryan Kalil di Southern California, e quello di cornerback, dove nelle ultime stagioni sono state già bruciati diversi picks nel tentativo di ringiovanire e rafforzare un reparto in costante difficoltà.
Viste le necessità dei Purple & Gold, e visto che diverse franchigie potrebbero essere interessate ad acquisire un nuovo quarterback per cercare un immediato rilancio, il general manager ha poi chiuso l’intervento specificando che sarà altresì valutata l’ipotesi di traddare la terza assoluta, soprattutto se si dichiarasse per il Draft l’Heisman Trophy 2011 Robert Griffith III, talento di Baylor che potrebbe sollecitare le fantasie di parecchie squadre e che consentirebbe ai Vikes, vista la posizione, di portarsi a casa, magari, qualche altra interessantissima scelta aggiuntiva.

Appuntamento importante in vista del Draft NFL 2012, il Senior Bowl in programma il prossimo 28 Gennaio vedrà affrontarsi sulle opposte sideline gli sfaff di Redskins, che con Mike Shannahan al timone guideranno il South team, e  Vikings, scelti per alllenare la compagine North, con Leslie Frazier che avrà la possibilità di visionare da vicino i talenti che potrebbero servirgli per rilanciare i Purple & Gold.
Talenti che il capo allenatore di Minnesota e i suoi assistenti avranno a disposizione per una settimana, nella quale oltre a pianificare la sfida che chiude la stagione NCAA, che per molti di loro sarà anche il capolinea della carriera nel football, avranno la possibilità di raccogliere importanti appunti per il prossimo Draft, nel quale i Vikes, oltre a godere di una terza assoluta, potrebbero avere a disposizione anche diverse scelte aggiuntive che la NFL dovrebbe assegnarli per le perdite, nella scorsa offseason, di due elementi fondamentali come il defensive end Ray Edwards e il wide receiver Sidney Rice.

…per l’assenza prolungata, per i commenti e i recap mancati delle ultime partite di stagione, insomma, ci scusiamo per tutti gli appuntamenti che abbiamo perso e nei quali vi abbiamo dato buca, ma quando la Telecom ci mette lo zampino c’è poco da fare, se non discutere con gli operatori del loro call center e pregare il dio dei telefoni che prima o poi ti risponda quello giusto per esaudire la tua richiesta.

Così facendo, tra una telefonata, una preghiera fittizia, e un appello a tutti i Santi del paradiso, e probabilmente non solo quelli, dopo un mese di tira e molla siamo riusciti a tornare online con l’organico più o meno completo, e speriamo di riuscire a rilnciare quest’avventura con una nuova linfa ed una maggiore costanza.

Joe Webb potrebbe partire titolare nell’ultima partita stagionale, domenica prossima contro i Chicago Bears.
Sembra che la franchigia sia vicina a trovare un accordo per rimanere in Minnesota: dicono che si parli ormai di “quando” e non più di “se” sarà firmato l’accordo per il nuovo stadio.
Sembra che Jim Kleinsasser si ritirerà alla fine di questa stagione.
Vincendo contro i Washington Redskins i Vikings lasciano la “lotta” per la prima scelta al draft ai Colts e ai Rams

Passano le settimane ma non cambia il trend dei Minnesota Vikings, che continuano a perdere partite dopo il bye, da allora infatti hanno subito quattro sconfitte senza scusanti, giunte al termine di altrettante partite che hanno evidenziato ancora una volta l’andamento altalenante che ha caratterizzato la squadra in questa stagione, spingendola piano piano verso quel fondo del ranking NFL che parevano lontani da toccare ad inizio stagione.

Un trend che non è mancato nemmeno nel match contro i Denver Broncos, con i Vikes che hanno alternato sprazzi di buon gioco, ricco di varianti e qualità, a momenti nei quali anche conquistare una misera yards era una mission impossible, una situazione ben visibile fin dall’inizio, quando la difesa era riuscita a mettere facilmente il bavaglio agli avversari, culminata con la safety messa a segno da Jared Allen, che ha fermato in endzone Willis McGahee, e Christian Ponder mandava tutto all’aria facendosi intercettare sulle 16 yards da Mario Haggan per il TD su ritorno che ribaltava completamente il risultato.

Ponder e Rudolph festeggiano il TD.

Uno svantaggio inatteso in un match nel quale il reparto arretrato dei Vikings sembrava davvero aver il controllo della partita, tant’è che gli ospiti non sono riusciti più a trovare la strada per l’endzone dei padroni di casa per tutto il resto del primo tempo, lasciando campo libero ai Purple & Gold che non si sono fatti pregare per rimontare e passare nuovamente in vantaggio, con il kicker Ryan Longwell che apre e chiude la serie delle tre segnature trasformando due field goal, da 40 e 25 yards.

Nel mezzo a mettere sette punti sul tabellone ci aveva pensato il rookie tight end Kyle Rudolph, imbeccato da Ponder con un passaggio da 19 yards in endzone per un touchdown firmato dalle prime due scelte di Minnesota nell’ultimo Draft che dimostra ancor di più come stia nascendo un buonissimo feeling tra loro, altro ottimo segnale in ottica futura, tanto più guardando alle caratteristiche del quarterback da Florida State, che pare avere una predilizione nell’affidarsi ai possession receiver per completare sul medio corto e dare ritmo e guadagni alla squadra.

Tornati avanti 15-7 proprio allo scadere della prima frazione, quando il numero 8 realizza il suo secondo field goal di giornata, i Vikings vanno al riposo con la convinzione di poter far bene nel secondo tempo e riuscire a tenere a distanza gli avversari, ma una partita che sembrava pendere verso Minnesota si infiamma imporvvisamente, e diventa una delle più piacevoli della stagione nonostante alla fine l’esito non sia proprio quello sperato da tutti i fans.

In apertura di terzo quarto infatti Tim Tebow, che nel Draft 2010 sembrava davvero esser giunto ad un passo dai Vikes, comincia a dare spettacolo e accorcia subito le distanze mandando in touchdown Demaryus Thomas, finalmente recuperato dopo i tanti problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dai campi in questi due anni; problemi che in parte hanno rallentato anche la definitiva esplosione di Percy Harvin, che in questa parte di stagione sta tornando il grandissimo playmaker visto all’opera nell’anno da matricola, confermandosi uno dei Purple & Gold più in forma con una ricezione da 52 yards su passaggio di Ponder che spinge nuovamente avanti i padroni di casa.

Neanche trenta secondi dopo però rispondono per le rime i Broncos, che sfruttando ancora la connessione Tebow-Thomas si riportano a distanza di un solo punto, 21 a 22, preannunciando un quarto finale senza esclusione di colpi, e come da copione i fuochi d’artificio tanto attesi non mancano, anche se la miccia ci mette un po’ a bruciare e fare il primo botto, passano infatti più di 5 minuti prima che Harvin si metta a saltare avversari come birilli raggiungendo l’endzone dopo una corsa di quasi 40 yards per un TD pass di Ponder da 48 yds che porta avanti i Vikes di 8 punti.

Un divario che Denver abbatte ancora una volta in pochissimo tempo, ci vuole poco meno di un minuto al quarterback numero 15 per riportare i suoi nei pressi della redzone dei padroni di casa, quando a togliere le castagne dal fuoco ci pensa il runningback Willis McGahee, che conferma di attraversare una seconda giovinezza in Colorado andando a segno con una corsa da 24 yards, avvicinando nuovamente i Broncos, che questa volta non si accontentano di rimanere ad un punto ma puntano al pareggio, sfruttando le doti di Tebow, che entra in endzone con una run centrale, tutta potenza, delle sue, impattando il match sul 29 pari.

Percy Harvin festeggia un altro TD

Raggiunti, i Vikings decidono però di vendere cara la pelle, e mettono in piedi un drive lunghissimo, conquistando yards passo a passo con i passaggi di Ponder e le corse di Toby Gerhart, che gioca finalmente una partita convincente collezionando 91 yds in 21 portate, che conducono Minnesota fin sulle 21 yards dei Broncos, dove Longwell calcia il terzo field goal del match trasformando dalle 39 yards e dando la possibilità alla squadra di amministrare negli ultimi minuti.

Un’amministrazione che però ai Vikes non riesce affatto, e con due lanci, sempre per il solito Thomas, e due corse di McGahee, Denver si fa nuovamente sotto, e porta Matt Prater in raggio da field goal per il nuovo pareggio, che arriva su un calcio da 48 yards; sul 32 a 32, con ancora 01:33 da giocare, i Purple & Gold vogliono provare a vincere il match evitando la lotteria dell’overtime, un’inteione che muore sul nascere a causa del secondo errore del match di Ponder, che prova a completare ancora per Harvin ma si fa intercettare dal corner Andrè Goodman, fin li quasi inesistente, sulle proprie 35.

L’ex Dolphins avanza per 20 yards e riconsegna la palla all’attacco dei Broncos sulle 15, da dove parte l’ultimo assalto di Denver, che punta tutto sulle gambe e la potenza del runningback Lance Ball, che conquista altre 12 yds fondamentali per rendere ancora più facile il calcio decisivo di Prater, che dopo una partita vissuta da spettatore non pagante, decide la sfida del Metrodome calciando i due palloni, l’ultimo da 16 yds, fissando il punteggio sul 35 a 32 finale.

Un’epilogo inatteso e in parte sorprendente, che porta in dote a Minnesota la decima sconfitta stagionale avvicinandoli sempre più ad una scelta tra le top 3 del prossimo Draft e che prolunga ancora di una settimana il periodo nero dei Vikings, che non sembrano ancora vedere la luce in fondo al tunnel, anche se qualche nota positiva per il futuro continua ad esserci, e riguarda Christian Ponder e Percy Harvin, due che, in coppia, sembrano essere in grado di fare qualsiasi cosa.